Nel Parco d’Abruzzo un 2018 con ben undici nuovi cuccioli di orso

31 Gennaio 2019
Posted in Dai Social
31 Gennaio 2019 AIB

#savetheanimals 🐯 // NEWS

Questa è decisamente una di quelle notizie che vorrei leggere ogni singolo giorno. Purtroppo è un’eccezione non la regola ma, essendo ella stessa intrisa di valori, sacrifici, diventa sicuramente ancora più interessante e importante ai fini ambientali, personali e scientifici.

Il Belpaese è ricco di fauna straordinaria fra cui lupi e orsi che, nella fattispecie, si identificano come Orsi bruni marsicani (Ursus arctos marsicanus). Si trovano nel Parco nazionale d’Abruzzo, Lazio e Molise.

Di corporatura abbastanza tozza e tarchiata, hanno una testa grande e tondeggiante, con un muso cilindrico e piuttosto schiacciato dotato di un grosso tartufo nerastro. Il pelo è bruno-fulvo su tutto il corpo tranne verso gli arti, grossi e forti, dove si scurisce notevolmente. Possiedono piccoli occhi color nocciola, piccole orecchie tondeggianti e un moncherino di quasi 10 cm che assurge a coda.

I maschi, generalmente più grandi delle femmine che arrivano ad un peso non oltre i 140 Kg, raggiungono i 230 Kg nel periodo autunnale.

Non hanno nemici naturali e, pertanto, il tasso riproduttivo è estremamente basso. La femmina, infatti, partorisce solitamente due gemelli dopo una gestazione che dura circa sei mesi.

Tutto ok se non fosse che l’uomo ne sta decimando la specie e, quindi, ogni singolo parto diventa un miracoloso evento. Quanto riportato dal WWF e dal Parco stesso -“Sono almeno 4 le femmine che si sono riprodotte nel 2018 e 11 i cuccioli contati in totale” – dunque, è un dato importantissimo e pieno di speranza.

Ve ne sono rimasti solo 50 esemplari, quindi l’asticella che ne determina l’estinzione è assai alta. Solo dal 2007 al 2018 sono scomparse 15 femmine di cui 10 in età produttiva.

Cause della mortalità? … di origine antropica!!

Vi ricordate il novembre scorso? la notizia apparve in tutti i TG. A Villavallelonga (AQ), una delle femmine e i suoi due cuccioli sono morti affogati in una vasca per la raccolta dell’acqua piovana di alta quota, mai messa in sicurezza nemmeno dopo la morte di altri due orsi nel 2010, sempre nello stesso luogo.

Incuria, menefreghismo e immobilismo dell’uomo … ma non solo; chiudono il cerchio attività come il bracconaggio, investimenti e morti accidentali.

A tal proposito, è importante agire subito per salvaguardare queste creature come hanno fatto, nel dicembre scorso, la Regione Molise e i Carabinieri forestali di Isernia quando hanno messo in sicurezza una vasca antincendio situata nella Foresta Demaniale “Monte Capraro” in agro del Comune di San Pietro Avellana.

Azioni come questa diventano necessarie, urgenti e fondamentali perché abbiamo il dovere di proteggerli … soprattutto da noi stessi!

Foto @Adobe Stock

Gian Luca Partengo Photography

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